Quando nel 1597 il cardinale Francesco Maria Del Monte commissionò a Michelangelo Merisi il dio romano del vino e dell’ebbrezza, Bacco, non si sarebbe di certo aspettato un ritratto del suo amante Mario Minniti. Una provocazione quella di Caravaggio?

Bacco è uno dei quadri di Caravaggio più ambigui e studiati dagli appassionati.

Come reagì Ferdinando I dei Medici che voleva regalare il dipinto al figlio Cosimo II in occasione delle sue nozze?

Spero abbia riempito una coppa di buon vino in onore del Maestro!

Se analizziamo questo dipinto ti accorgi subito che questo Dio non ha nulla del soggetto mitologico. Il ragazzo è steso su un materasso, il suo sguardo è ambiguo e c’è un particolare che fa pensare ad un messaggio subliminale che prelude un evento luttuoso. ( vedi il fiocco nero che tiene sulla mano destra)

Bacco di Caravaggio

OSSERVIAMO I DETTAGLI

A prima vista noti il tavolo dove trionfa un cestino di frutta, il broccale di vino e il suo bicchiere, grappoli d’uva e vite sul capo, un letto disfatto con tanto di materasso a righe piuttosto sgualcito e lui, il Bacco in evidente stato di ebbrezza ha le unghie sporche, le guance arrossate e lo sguardo languido.

Dettaglio frutta – Bacco di Caravaggio

Anche la frutta, se la osservi bene pare sia marcita per il troppo caldo.

La mela è ammaccata come la mela cotogna, la pesca è ormai da buttare e la melagrana ha una buccia di un colore cupo.

Tutto è reale, vivo come uno scatto di una fotografia da postare su Instagram

QUALE MESSAGGIO VOLEVA DARE CARAVAGGIO CON IL SUO BACCO?

Nulla di più che la rappresentazione del suo tempo. A soli 15 anni inizia a vedere i primi pittori che ritraggono pescivendole o contadine e nel frattempo curiosa nella bottega del pittore Arcinmboldo che abitava a soli 200mt da lui.

Lì osserva le composizioni bizzarre di volti fatti con frutta e verdura e gli piacciono più per la veridicità che per le metafore che potevano rappresentare.

La semplicità della veste, foglie di vite e grappoli d’uva sparsi tra i capelli, sembrano provocazioni contro la gloriosa tradizione classica e rinascimentale.

E’ davvero il ritratto di Caravaggio?

Nel corso di una fase di restauro, le sofisticate analisi hanno permesso di scoprire, all’interno della citata caraffa di vino, un volto di uomo, che i ricercatori ritengono essere l’autoritratto dello stesso Caravaggio.

Quest’opera meravigliosa del Caravaggio è solo una delle tante opere che ritraggono l’uva e la vite.